Geroglifici
Cosa rimane del suono e del sapore,
dei bambini in frotta nelle piazze
sudati d’infinito,
delle finestre che ridono col corpo dipinto
per sciacquarsi a una fontana di pigna
appena aprono lo sguardo
lo chiederei alle dita che s’ostinano a scrivere
metafore ardite
o a un dito
all’indice – ad esempio – che intima il silenzio
e poi si incontra con la lingua
appena mi immergo nelle pagine che mancano
passi proibiti
e inizio a leccare geroglifici
© ore 8,30
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