Finché il sole non mi bussò alle ciglia

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Sotto l’arco di un sogno
s t a n o t t e
lo stesso sapore _
vere onde
stropicciate lenzuola

Una zattera a bordo ci salvava dalle rocce,
picchi beccavano tronchi al fico del tuo estirpato
brolo

/ sulla sdraio, mio libro a baciarti le ginocchia /

Si accettavano sfasate orme, status quo
con mani forti;
inastando ammainate costole
s’esprimevano vuoti gusci a piene noci;
trattenendo ripensamenti
cartoni volavano come preistorici uccelli
in luogo di persiani tappeti

Ma quel vorticoso vortice
che pungendo scriveva dicendo troppo
non intaccò pareti di vetro, le schivò invece

Mi dicesti: L’orologio è matto, rimani!

E rimanemmo nel velluto della notte indomiti alle brame,
nei nostri vicoli con l’Amore riapparso fra le braccia …

… finché il sole non mi bussò alle ciglia e non mi raccontò dell’alba

© ore 7,52

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