Categoria: poesia

Cuscino di piume

Abbaiata
nel mezzo d’una foresta di glicini,
da livido alone inseguita

Vanno le ombre
in luminio lunare
su laghi e su fonti

primordiali

e le nostre dita annodate
ferme
sotto un baldacchino
di intrecciato legname
s’abbagliano
udendo grilli spumeggiare

… sogni …

tra melodie di cicale
impazzite dal sole _

è notte
è giorno

sia usignolo o allodola
non importa al mio cuscino di piume

né al tempo che sgocciola

© ore 8,02

Nemmeno Tu

Sempre
nell’unico cuore

ho scavato una grotta
appartenenza di Noi

c’è posto per altri là fuori

ma in quel dentro
di neve e di fuoco
si sciolgono ed ardono
sbagliate parole
spinate rose

atti che fatti non furono
se non sciarpe monche

e baci randagi
che avrebbero potuto
essere tutto

Da lì
non posso fuggire

/ e nemmeno Tu /

© ore 8,11

Nel Nulla oltre la Siepe

Entrare nell’albero
e precipitare nell’orrore fantastico
ultra dimensionale

Se possiedi occhi
che abbiano sguardo,
ed esiste almeno una torcia attaccata a un dove,
levala dal chiodo e prosegui

/ Altrimenti fallo con la fantasia di sempre /

Labirintici corridoi
sfilano gangli di stelle
respiri ti respirano spiccioli
nell’affanno compulsivo
della tirchia aria che scorri

C’è muffa a esalarsi
e insieme
ognuno di noi a vagare
smagliate retine,
avanzi nell’imperscrutabile,
smembrate membra ed odissee
lanciate nell’alto d’un cielo
che ti dona il dolore del sapere

Aprimi, ti prego aprimi!
Dimmi che esisti ed io ancora posseggo qualche atomo
senziente

Pare uno scroscio di monete
quel che odo.
Forse ridono, forse piangono
fiorini/ducati/sesterzi a ritroso dei cancelli
non ridotti a banconote

Ma fermarsi nel bruco è impossibile,
invano e lento cammina in fede di gelsi fruttiferi;
e questo vagare nottambulo con astrali pupille
è l’unica strada per resuscitare giorni
su colli di speranza,
per credere che le ombre si dimettano
dando il cambio all’aurora,
all’augurale bouquet nel dopo appena colto

/ C’è sete più forte della fame /

Il sangue cola
senza acqua da emettere
senza spirituale carne
dentro bottiglie dannate
dentro corpi a perdere …

… girando intorno a vortici di sabbia,
in cerca di semi inesistenti,
del senso della neve da un poggio senza neve

Noi che ci spargiamo in cenere _ nel Nulla oltre la Siepe _

© ore 8,36

L’arma bianca del desiderio

Nella presa azzurra
c’è velluto nero
se ci affondi
nei sentieri delle notti

Cosmico cielo
che ha luci in anni tradotte
e mondi
d’altre probabilità

Li può pensare fino al lume di una corte
e non oltre
l’abitato sospeso

ch’eppure immagini
con l’arma bianca del desiderio

© ore 9,38

Avverbi e congiunzioni

Disarcionare
quel languore
indeciso tra rancore e rimpianto

Disadorna
appare sera appena lacera lume alla ragione
e offusca il verde delle mie persiane ventose

Vorrei sapere quando
andrò all’appuntamento che non torna,
se planerà la cena appesa a un croco

Intanto penso ricordi _

calura delle estive voglie, stessa l’aria
e i fichi d’india e l’estasi in incognita
su magico ponte contando gocce di memoria

A conferma di come s’ami e non si colga _

l’atto indomito che col merito s’accoppia sopra ogni cosa
ubbidiente a quanto fu negato agli occhi per troppe orme;

l’accetta che d’un tratto decapitò senza una parola

© ore 7,19

Randagio

Liquido piange bagliori dorati
nell’argento misto a gelo _

mi raggiungono concavi esemplari
ondulate cadenze, sussurri senza tetto
miriadi di propensioni autarchiche
tritate da rimpianto fuori tempo

Ineluttabile suolo accoglie indifferenze
sbagli piccoli e sbagli grandi

Si spogliano ribelli rami
non credendo d’essere spogliati,
reietti da ruffiani sempreverdi,
da ruoli a peso e a caso
sommessi a occulto bilanciere _

come cani si scrollano l’acqua
che sarà neve, calura nella prossima estate

Randagio e fermo
con il magone addosso, appeso al suo silenzio
è l’Albero

/ ed io di Me lo vesto /

© ore 8,33

Grilli di luce°

Si volge gennaio imperituro
verso altri mondi _
a passo lemme tramonta
e poi veloce
le sue storie rincorrono lucide vene

bruco
con undici vagoni in coda
s’infila in buchi neri

Ci sarà spazio altrove
tra zolle e marosi
dall’erba vecchia a quella nuova
per far l’amore senza fretta
abiurando l’inganno lì al poggio

del sangue … non detto

E smetteranno d’esistere parole
piene e vuote, aguzze e tonde _
l’aria che s’abbronza e sbianca
sommosse fra una selva di bruma
illuminata dall’albume di un tuorlo
recando a spasso le suole

piantagioni di ricordi

su colli che s’avvitano contorti
mentre febbraio s’allinea e si compie

° Vedere Poesia “Le strade sono tue” del 27 gennaio 2025

© ore 8,56

Le strade sono tue

Spiovono grilli di luce
paiono cristalline note

Tutto è accaduto _
il vento è andato
la pioggia ha finito il suo turno

Ora le strade sono tue

Un respiro mastica il giorno
anche se fosse notte,
nelle gole incognite
passi tra occhi d’acqua
al braccio di un ombrello taciturno

La voce di un caffè ti chiama
e fuma:

nero e bollente con la schiuma chiara

© ore 6,11

Druidico festino

Ci fu fuoco
e urla e gemiti
appena avvinse il clangore delle armi
e la lava s’accapigliò alle viscere

Disciolti attimi fuggenti perché non restate?

Druidico cuore innato s’erge
da nottale atavico festino
all’alba delle tenebre da noi stessi stregato,

lì rimane il lago
che mi coprì la carne
affinché tu potessi denudarla


G u e r r i e r o


sul torrione più alto –
spontaneo prosieguo
nella notte dei lampi

E via da astratte sentenze

i nostri corpi, unico manto,
in quest’afflato non chiesto

siano faro e fallo che carezza le acque

© ore 9,36

Tra Fuoco ed Arte

Scrivo
e intanto con lo sguardo penso –

a voi
per caso tra le mani:
filo di collana, arrugginite maglie
già dal primo istante;
sdolcinata arborea fragranza ‘si minuscola
che persino polvere non trova e scansa

E in castigo metto la mia pancia

rimembrando l’audace spreco ematico
di chi con generose braccia fu avvezzo a stazioni estranee –

solo che di voi non so che farne
come non lo seppero ieri collo e pelle
come non seppe lui della mia sciarpa

E rammarico mi cresce sulle punte più grandi
al suono di un carillon vestito di bianco
che rinsanguare non può il suo mittente

/ anche se la mente ci guarda /

© ore 7,14